Ghianda
MIXTEATRO: muovendosi tra scienza e arte.
 

"Abolito il cielo!"

Una lente convergente, una lente divergente e quattrocento anni fa uno scienziato manda in fumo duemila anni di astronomia. Quando si dice innovazione.
Perché l'evo antico è finito e siamo nella nuova era. Da cent'anni è come se l'umanità si stia aspettando qualche cosa. Le città sono piccole, le teste altrettanto[...] Ma ora noi diciamo: visto che così è, così non deve rimanere.
"Vita di Galileo" di Bertolt Brecht

Galileo Galilei (1564 - 1642) si rifiutava di accettare come oro colato le teorie di Aristotele (ca 384 a.C. - 322 a.C.). Teorie datate duemila anni! Per la mentalità dell'epoca tale autorevole persistenza era condizione più che sufficiente per confermarne la veridicità, ma lui era di ben altro avviso. Tra conformità e innovazione, la direzione in cui si proiettava Galileo era chiarissima a partire dal modus operandi: era convinto che non ci si dovesse fermare a teorizzare, ma che si dovesse agire in concreto. E così fece. Intendeva sottoporre i fenomeni naturali ad un'indagine naturale: osservare e verificare attraverso esperimenti, senza timore di mettere in discussione quanto supposto in precedenza pur di procedere nella scoperta della verità... fino a prova contraria.

Forse sono vapori, forse sono macchie; ma prima di affermare che sono macchie, cerchiamo di accertare se per caso siano pesci fritti. Sì, rimettiamo tutto, tutto in dubbio. E non procederemo con gli stivali delle sette leghe, ma a passo di lumaca.
"Vita di Galileo" di Bertolt Brecht

Questo metodo sperimentale ha dato il via alla scienza moderna e fatto inevitabilmente perdere credito come scienziato ad Aristotele, senza intaccarne comunque il ruolo di stimato filosofo.

Geniale, creativo, pragmatico, Galileo si adoperò per costruire gli strumenti e le condizioni necessarie alle sue ricerche. Ma è al fabbricatore di occhiali olandese Hans Lippershey (1570 - 1619) che si attribuisce l'invenzione del primo cannocchiale. Divenne anche un oggetto abbastanza popolare; Lippershey e gli iniziali utilizzatori lo sfruttarono però solo come divertente passatempo per avvicinare guglie e oggetti lontani.

Galileo, invece, lo migliorò aumentando il fattore di ingrandimento da tre a circa otto volte e con esso aprì il cielo mandando semplicemente in fumo venti secoli di astronomia.

Oggi, 10 gennaio 1610, l'umanità scrive nel suo diario: abolito il cielo!
"Vita di Galileo" di Bertolt Brecht

In meno di due anni smantellò le convinzioni astronomiche dell'epoca e la sua fama si propagò in tutta Europa.

Esistevano montagne sulla Luna!

La Luna non era quindi una sfera perfetta come sosteneva Aristotele. Assomigliava alla Terra: entrambe illuminate dal Sole, entrambe con monti e valli.

E il Sole a volte presentava delle macchie.

Non era dunque neppure il Sole un astro perfetto.

Scoprì i quattro satelliti maggiori di Giove.

Osservò che giravano intorno al pianeta, sparendo a volte dietro. Questo significava che non esisteva una calotta sferica con le stelle fisse attaccate. Essi giravano intorno a Giove analogamente alla luna rispetto alla terra, e a come pensava facessero la terra e gli altri pianeti intorno al Sole.

E la terra allegramente ruota intorno al sole, e insieme a lei ruotano pescivendole, mercanti, principi e cardinali e perfino il Papa!
"Vita di Galileo" di Bertolt Brecht

Saturno sembrava composto da tre oggetti distinti.

Fuorviato dalla scarsa potenza del cannocchiale, Galileo pensò che si trattasse di un "pianeta tricorporeo". Solo nel 1659 il fisico astronomo olandese Christiaan Huygens (1629 - 1695) ipotizzò la presenza di anelli intorno a Saturno.

Venere presentava fasi simili alla Luna.

Il che sembrava confermare che Venere girasse intorno al Sole e ne fosse illuminato, come indicato nel sistema copernicano.

La via Lattea era composta di migliaia di stelle.

Fino a quel momento, a occhio nudo, non si poteva scorgere la fittissima granularità della via Lattea e il fatto che le sue stelle fossero in profondità le une rispetto alle altre.

Scenografie in corso per "Vita di Galileo" - Alessandra Brandi
Scenografie in corso per "Vita di Galileo"- Alessandra Brandi


Un anno dopo la morte di Galileo, nacque Isaac Newton (1643 - 1727) e con lui la formula della Legge di Gravitazione Universale che permetterà di descrivere matematicamente i moti celesti e di uscire fisicamente dalla sfera terrestre percorrendo in tre giorni circa 384.400 chilometri fino a porre i piedi sulla Luna il 20 luglio 1969, con la missione spaziale americana Apollo 11.




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Sabato 30/11/2019 condivisione a porte chiuse di letture, momenti di teatro danza a Spazio per sé (Milano zona Città Studi)

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Spunto Mixteatro

Sembra quasi che Doris Humphrey e Charles Weidman, entrambi danzatori, e i fisici Galileo e Newton abbiano avuto appunti in comune: uno dei punti cardine alla base dello stile di danza Humphrey-Weidman è la ricerca condotta sul sistema di reazione alla forza di gravità del corpo umano. In particolare:

  • l'opposizione di forze di caduta e recupero (fall and recovery)
  • l'equilibrio e il disequilibrio (balance and unbalance)
  • l'oscillazione da una parte all'altra (swing and sway)
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